Titoli di Stato: né successione né plusvalenza

Titoli di Stato: né successione né plusvalenza

I titoli di Stato italiani (BOT, BTP, CCT) e i titoli equiparati sono esenti dall'imposta di successione, senza limiti di valore e indipendentemente da chi li riceve in eredità. Vediamo cosa rientra nell'esenzione, come funziona per fondi ed ETF che li contengono, e perché in caso di donazione la situazione è diversa.

Quali titoli di Stato sono esenti dall’imposta di successione?

I titoli di Stato o equiparati sono esenti dall'imposta di successione (Testo Unico delle disposizioni concernenti l'imposta sulle successioni e donazioni - Art. 12), indipendentemente dal loro valore e dal soggetto che li riceve in eredità.

Oltre ai titoli del debito pubblico italiano (Bot, Btp, Cct, nelle loro varie forme), l’esenzione si applica ai quelli del risparmio postale (che sono emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti e garantiti dallo Stato) e ai titoli di Stato emessi dagli Stati appartenenti all'Unione europea e dagli Stati aderenti all'Accordo sullo Spazio economico europeo. Sono inoltre equiparati ad essi i titoli emessi da enti o organismi internazionali (Bei, Bers, Birs).

Come funziona l’esenzione per fondi ed ETF?

L’esenzione si applica anche a strumenti finanziari il cui patrimonio comprende titoli di Stato (o equiparati), per una quota corrispondente alla percentuale del loro patrimonio che risulta investita in essi, come fondi ed ETF. A tal fine la società di gestione rilascia agli eredi una una documentazione specifica da allegare alla dichiarazione di successione.

Questa normativa rappresenta un importante vantaggio fiscale per chi decide di destinare una parte del proprio patrimonio a strumenti finanziari esenti dall'imposta di successione. Dunque, investire in titoli di Stato o equiparati può ridurre il carico fiscale in capo agli eredi al momento della successione; utile quando non è prevista l’applicazione di una franchigia, per i soggetti diversi dal coniuge, dai figli e dai fratelli o sorelle, ovvero quando il patrimonio supera la franchigia prevista dalla legge.

Cosa succede alle plusvalenze in caso di successione?

Anche per questi strumenti, al momento della successione, il trasferimento avviene senza l'applicazione di imposte sulle eventuali plusvalenze accumulate dal defunto. Questo "salto d'imposta" viene spesso descritto come “step‑up” implicito nella successione, cioè l’erede non eredita fiscalmente il costo originario, ma la posizione ereditaria non è tassata fino alla successiva vendita. Va evidenziato che questo vantaggio è di scarso rilievo in quanto questi titoli distribuiscono interessi nell'arco dell'anno, così che la potenziale plusvalenza sarebbe stata comunque esigua. Il vantaggio sarebbe stato rilevante nel caso di acquisto di questi titoli tramite ETF ma quest'ultimi non godono del vantaggio dello "step-up".    

Donazione è diversa dalla successione

I titoli di Stato sono comunque tassati in caso di donazione. Pertanto, prima di effettuare scelte patrimoniali significative, è opportuno valutare attentamente il contesto normativo e le implicazioni fiscali, magari avvalendosi del supporto di un consulente finanziario esperto. Un'adeguata pianificazione può contribuire a preservare il valore del patrimonio trasmesso agli eredi. 

 

FAQ – Domande frequenti sui titoli di Stato in successione

I BTP pagano l’imposta di successione?

No. BOT, BTP, CCT e gli altri titoli del debito pubblico ed equiparati non concorrono a formare l’attivo ereditario imponibile. L’esenzione non prevede limiti di valore e opera indipendentemente dal grado di parentela dell’erede.

Gli ETF che investono in titoli di Stato sono esenti dall’imposta di successione?

Non completamente. L’esenzione riguarda soltanto la quota del valore dell’ETF riferibile a titoli di Stato o equiparati presenti nel patrimonio del fondo alla data di apertura della successione. La parte restante rimane soggetta alle regole ordinarie.

Cosa succede alle plusvalenze accumulate sui titoli di Stato?

Il trasferimento per successione non determina di per sé una plusvalenza imponibile. Per i titoli esenti, il costo fiscalmente riconosciuto all’erede corrisponde al valore normale alla data di apertura della successione. Per fondi ed ETF si applica invece una disciplina fiscale specifica.

La donazione dei titoli di Stato è esente?

No. L’esenzione riguarda la successione e non si estende automaticamente alla donazione. L’eventuale imposta dipende dal rapporto tra donante e beneficiario, dalle aliquote e dalle franchigie previste dalla normativa.