Le strategie per andare in pensione (Retirement) prima possibile e vivere senza alcun problema finanziario hanno dato vita ad un movimento chiamato FIRE "Financial Independence Retire Early".
L'obiettivo può essere declinato in molti modi diversi: per alcuni la priorità è andare in pensione quanto prima per poi vivere in modo frugale mentre altri ambiscono terminare la loro vita nel super lusso.
STUDI ED ANALISI
Iniziamo ad analizzare i principali studi ed analisi statistiche sull'argomento prima di decidere quale sia la soluzione migliore.
La regola del 4% di William Bengen
Nel 1994 William Bengen, considerato il padre della regola del 4%, pubblicò uno studio fondamentale sulla sostenibilità dei prelievi dai portafogli di investimento in pensione. Analizzando i dati storici dei mercati dal 1926 al 1992, Bengen dimostrò che un investitore avrebbe potuto prelevare annualmente il 4% del valore iniziale del proprio portafoglio (composto da 50% azioni statunitensi e 50% Treasury a medio termine), adeguando la cifra all'inflazione ogni anno, senza rischiare di esaurire il capitale in un orizzonte di almeno 30 anni, anche nei periodi di mercato più sfavorevoli [1]. In pratica, per vivere di rendita (es: 40.000 € all'anno) sarebbe stato necessario un capitale 25 volte superiore (es: 1 milione di €) alle proprie esigenze di spese annuali. Questa ipotesi consentirebbe ad un pensionato mediamente fortunato di vivere di rendita in eterno, infatti, con questo prelievo, il suo portafoglio non perderebbe mai il suo potere d'acquisto iniziale. Ma tu non sei il pensionato mediamente fortunato e, giustamente, vuoi essere garantito finanziariamente anche nell'ipotesi peggiore che ti possa capitare. Dunque, il tuo obiettivo deve essere quello di minimizzare il rischio di rimanere senza la tua rendita annua, pari ai 40 mila euro all'anno dell'esempio precedente, che poi dovranno salire, a causa dell'inflazione, sino ad avvicinarsi a 100 mila euro dopo i 30 anni. Ne consegue, che dopo 30 anni, il tuo capitale dovrebbe avvicinarsi ai 2,5 milioni di € (100 mila x 25) ... non poco considerando che siamo in Italia, che dovrai pagare imposte sul capital gain (che colpiscono anche la rivalutazione nominale da inflazione) e che, infine, non sei nemmeno così certo che il futuro del mercato finanziario sia così roseo come quello dell'ultimo secolo.
Trinity Study e sostenibilità dei prelievi
Nel 1998, tre professori della Trinity University di San Antonio Texas (Philip L. Cooley, Carl M. Hubbard e Daniel T. Walz.) pubblicano il paper “Sustainable Withdrawal Rates from Your Retirement Portfolio”, noto come Trinity Study ed analizzano la sostenibilità di diversi tassi di prelievo annuali (dal 3% al 12%) da portafogli composti da azioni e obbligazioni, su periodi di pensionamento di 15, 20, 25 e 30 anni [2].
Studi recenti e strumenti di calcolo FIRE
Nel 2016 viene pubblicato il paper “Refining the Failure Rate” di Javier Estrada, professore di finanza presso l’IESE Business School di Barcellona che mostra sia quanto posso prelevare in pensione che quanto devo risparmiare durante il periodo lavorativo [3].
Inoltre, oggi esistono siti come:
- Engaging Data, che è gestito da un appassionato di finanza personale e indipendenza finanziaria, che ha creato questo calcolatore ispirandosi a blog di riferimento come Mr. Money Mustache [4];
- Mooningstar, che pubblica regolarmente report, analisi e aggiornamenti sul Safe Withdrawal Rate e sulle strategie di investimento per la pensione [5].
RISCHI
Da questi report e da queste statistiche abbiamo individuato le diverse variabili che influenzano il "Tasso di prelievo sicuro", vedi il paragrafo successivo, ma qui è importante comprendere quale deve essere la tua asset allocation ottimale per ottenere il rendimento minimo necessario a soddisfare le tue esigenze nell'ipotesi più sfortunata che ti possa capitare.
Rischio inflazione e scelta dell’asset allocation
Per la scelta dell'asset allocation vanno considerati diversi rischi, il più grande di ogni investitore è certamente l'inflazione. Sebbene sia controintuitivo, questo rischio cresce con la percentuale di obbligazioni. Infatti, se le azioni sono un bene reale che, dopo una prima discesa, tendono a recuperare il loro valore iniziale, al contrario, le obbligazioni subiscono una perdita secca. Ti ripeto il concetto perché questo aspetto è fondamentale: le azioni subiscono la volatilità (su e giù) causata dall'inflazione ma le obbligazioni patiscono una perdita definitiva in quanto non sono un bene reale e i crediti, come la moneta, si svalutano inevitabilmente.
Ti stai chiedendo perché in banca ti suggeriscono un portafoglio solo obbligazionario? A chi vende prodotti finanziari non importa garantirti nel tuo caso peggiore ma interessa prevalentemente che tu non subisca quella volatilità che potrebbe indurti a cambiare banca.
Rischio di mercato e rischio di sequenza
La seconda grande incognita è il rischio di mercato, in quanto nessuno può realmente sapere quanto renderanno i tuoi futuri investimenti.
Va considerato anche il rischio di sequenza (spiegato nell'ultima nota di questo paragrafo). Se si verifica un crollo del mercato appena entrato in retirement è un danno decisamente superiore rispetto a subire il medesimo crollo nel tuo ultimo anno di vita. Nel primo caso sei tu a compromettere la tua rendita, nel secondo caso sarà un problema degli eredi. Per questa ragione è corretto ridurre l'azionario, implementando l'obbligazionario, prima di andare in pensione, così come l'azionario dovrebbe tornare a risalire lentamente quando entri in pensione, soprattutto se hai una residenza di proprietà, dei figli con un lavoro sicuro e godi di buona salute [6].
Rischio longevità
Infine c'è il rischio di longevità. Questo significa che potresti sopravvivere più a lungo del previsto e questa è la ragione per la quale il tuo portafoglio non dovrebbe mai decrescere con il passare degli anni ma dovrebbe mantenere almeno il suo valore iniziale. Questa soluzione elimina il tuo rischio longevità e fa contestualmente felice anche i tuoi eredi.
COSA SCEGLIERE
Non c'è la soluzione ideale per tutti ma ipotizza di avere 60 anni e di avere optato per un tasso di prelievo del 2%. Significa poter prelevare € 20 mila all'anno con un capitale 1 milione o € 60 mila con un capitale di 3 milioni.
Potresti partire con un 30% di azioni per poi salire al 50% nei 10 anni successivi.
Ora fatti le seguenti domande:
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quanti anni di vita ritieni di avere nella migliore delle ipotesi possibile?
Se implementi l'azionario, ad esempio partendo portandolo al 60%, hai maggiore probabilità di mantenere intatto il tuo patrimonio oltre i 30 anni ma dovrai ridurre leggermente il Tasso di prelievo, ad esempio 1,8%, in quanto aumenti inevitabilmente il rischio di cadere nello scenario peggiore.
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non riusciresti a sopportare il crollo delle tue azioni del 50%?
Ti conviene partire con una % di azionario più bassa, ad esempio iniziando con un 10-20%, in questo modo eviterai di stressarti psicologicamente nei primi anni ma avrai maggiore probabilità di non riuscire a prelevare quanto ti serve nei successivi anni. Anche in questo caso ti converrà ridurre leggermente il Tasso di prelievo, ad esempio 1,8%, per ridurre il rischio di cadere nello scenario peggiore.
Se speri di vivere per oltre 40 anni dovrai ridurre il Tasso di prelievo al 3% e, questo è l'aspetto più interessante di tutta l'analisi statistica, se lo farai con un portafoglio 100% azioni o 100% bond, potrai prelevare solo il 2,7%.
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entri / entrerai in pensione con un capitale inferiore ad 1 milione?
Ricordati che risparmiare riducendo le spese è sempre la migliore soluzione. Verifica se riesci a proseguire il lavoro per incrementare il tuo patrimonio.
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entri / entrerai in pensione con un un capitale maggiore di 3 milioni?
Hai tutte le possibilità per goderti una pensione finanziariamente serena. Fatti aiutare dal tuo consulente finanziario indipendente.
CERTEZZE
Raggiungere l’indipendenza finanziaria con il metodo FIRE non significa semplicemente accumulare un capitale elevato, ma costruire una strategia sostenibile nel tempo. La scelta dell’asset allocation, il tasso di prelievo e la gestione del rischio sono elementi fondamentali per proteggere il patrimonio e mantenere una rendita stabile anche negli scenari più difficili.
- Un portafoglio composto al 100% da azioni non rappresenta necessariamente la soluzione migliore. Sebbene statisticamente possa consentire un tasso di prelievo più elevato nello scenario più favorevole, presenta una volatilità molto elevata e un importante rischio di sequenza dei rendimenti. Un forte ribasso del mercato nei primi anni di pensionamento anticipato potrebbe compromettere la sostenibilità della rendita futura.
- Anche un portafoglio composto esclusivamente da obbligazioni non è privo di rischi. Il principale problema è rappresentato dall’inflazione: un rendimento fisso può perdere progressivamente potere d’acquisto e ridurre la capacità del capitale di sostenere una rendita costante nel tempo. L’investimento obbligazionario può ridurre la volatilità nel breve periodo, ma non elimina il rischio di perdita reale del patrimonio.
- Il portafoglio più adatto per affrontare un percorso FIRE è generalmente un portafoglio diversificato, costruito considerando obiettivi personali, orizzonte temporale, esigenze di spesa e capacità di sopportare le oscillazioni dei mercati.
- Il tasso di prelievo sicuro futuro per un investitore italiano dovrebbe essere valutato con maggiore prudenza rispetto ai dati storici del mercato americano. Differenze fiscali, costi, inflazione e caratteristiche dei mercati rendono necessario un approccio più conservativo.
- Un tasso di prelievo inferiore rispetto al limite massimo sostenibile aumenta la sicurezza finanziaria e permette di affrontare con maggiore tranquillità eventuali periodi negativi dei mercati.
- Tra le strategie di investimento utilizzate per il pensionamento anticipato, alcuni studi considerano interessante il portafoglio Golden Butterfly perché punta a ridurre la volatilità e migliorare la resilienza del patrimonio negli scenari peggiori. Per approfondire il tema delle diverse metodologie operative puoi consultare la nostra guida sulle strategie d’investimento.
- Il tasso di prelievo non deve essere considerato un valore fisso e immutabile. Deve essere rivisto nel tempo in funzione dell’evoluzione del patrimonio, dell’andamento dei mercati e delle esigenze personali, eventualmente con il supporto di un consulente finanziario indipendente.
Per saperne di più:
- Per calcolare il tuo Fire
- Il sito di Ern


