Una strategia consapevole
Una volta compreso il funzionamento e i rischi associati al Bitcoin, è fondamentale studiare una metodologia per l’utilizzo di questa nuova asset class, già riconosciuta nel 2021 da Goldman Sachs e nel 2024 da BlackRock.
La SEC (Securities and Exchange Commission) degli Stati Uniti ha ufficialmente riconosciuto Bitcoin come una commodity (ovvero una sorta di merce o materia prima digitale, immagazzinabile come tale), consolidando la sua posizione nel panorama normativo. Il 10 gennaio 2024, la SEC ha approvato la quotazione e la negoziazione di diversi Exchange-Traded Products (ETP) basati su Bitcoin spot.
Bitcoin come nuova asset class: riconoscimento e regolamentazione
In Europa, nel 2024, il MiCA (Markets in Crypto-Assets Regulation) ha fornito un quadro normativo chiaro per gli asset digitali, inclusi Bitcoin, stabilendo principi di trasparenza, protezione degli investitori e supervisione prudenziale.
In sintesi, il Bitcoin è stato riconosciuto come una asset class a tutti gli effetti dalle principali istituzioni. A questo punto, sorgono spontanee alcune la domanda: come inserire il Bitcoin in portafoglio?
Ricordiamoci sempre che:
Azioni e obbligazioni hanno un sottostante reale: aziende e crediti. Il loro valore dipende anche dai risultati economici delle società o dalla capacità di rimborso degli emittenti.
Bitcoin invece non ha un sottostante reale. Il suo prezzo dipende esclusivamente dalla domanda e dall’offerta. Per questo motivo presenta una volatilità molto elevata e potrebbe subire forti variazioni di valore.
Quanto Bitcoin inserire in portafoglio?
Partiamo dalla raccomandazione di BlackRock, la prima società al mondo nella gestione degli investimenti, che suggerisce di allocare fino al 2% del portafoglio in Bitcoin. Nel report prodotto da BlackRock, si spiega che un’esposizione in Bitcoin compresa tra l’1% e il 2% comporterebbe un rischio complessivo simile a quello derivante da investimenti in grandi azioni tecnologiche, mentre esposizioni superiori potrebbero aumentare significativamente il rischio.
Nella pratica, essendo Bitcoin un asset estremamente volatile, è consigliabile inserirlo nel portafoglio attraverso acquisti scaglionati nel tempo, mediando così il prezzo di acquisto (ad esempio tramite il Piano di Accumulo Capitale – PAC). Questa metodologia consente di costruire gradualmente la posizione desiderata nel portafoglio.
Una volta raggiunta la percentuale di Bitcoin desiderata, è opportuno gestire il rischio ribilanciando il portafoglio. Facciamo un esempio pratico: se la quota massima desiderata di Bitcoin fosse dell’1% e, qualche anno dopo, questa quota sale al 2%, il ribilanciamento prevede di liquidare l’1% in eccesso e reinvestirlo in altri asset class più sicuri, come per esempio le azioni o quelli che risultano sottopesati nel portafoglio.
Viceversa, se l’investimento dovesse andare male o addirittura dovessi perdere tutto, ciò non deve compromettere la tua gestione finanziaria.
Questa operazione di risk management contribuisce a limitare l’esposizione al rischio che Bitcoin possa perdere tutto il suo valore in una sola giornata, permettendo al contempo di ottenere ottimi rendimenti senza compromettere il capitale iniziale.